GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA 30 KG DEL PREGIATO DATTERO BIANCO DELLA SPECIE PROTETTA

La salvaguardia e la tutela dell’ambiente marino hanno messo in evidenza i danni spesso quasi irreversibili arrecati negli ultimi decenni dall’intensa pesca di frodo; tra i più evidenti va senz’altro annoverato quello causato alle scogliere per l’indiscriminata raccolta del dattero di mare.

Il dattero di mare ( lithophaga lithophaga) un bivalvo evolutivamente affine ai comuni mitili; esso vive lungo le coste del mediterraneo all’interno di gallerie scavate nella roccia calcarea grazie ad una secrezione mucosa erosiva, e raggiunge le massima densità di popolazione, fino a 300 individui al mt.quadro entro i primi 5 metri di profondità pur essendo presente fino a 20/25 metri. La sua crescita è  estremamente lenta e si è stimato che per raggiungere la lunghezza di 5 cm, ad un solo individuo siano necessari da 15 a 35 anni.

Dato la gravità degli effetti provocati dalla sua raccolta sulla roccia e la trasformazione totale dell’habitat marino e sulle comunità bentoniche e quindi sull’ecosistema marino, la legge Italiana ha vietato la pesca e la commercializzazione del dattero di mare fin dal 1988 ( Decreto nr.401/1988 Ministero della Marina Mercantile. Il suo consumo, la detenzione e il commercio sono vietati in tutti i paesi dell’U.E. ai sensi del regolamento CEE 1967/2006

Le stime scientifiche dicono che per un piatto di linguine ai datteri che contiene 10 individui, si distrugge una superficie di fondale marino  pari a circa un metro quadrato con tutti gli organismi sessili in essa presenti provocando alterazioni ai fondali rocciosi con distruzione di biogenesi, e perché la stessa superficie si ricostituisca integralmente occorrono almeno 20 anni. Per questa attività repressiva è previsto l’arresto.

Le ultime campagne di studio hanno evidenziato un gravissimo stato di depauperamento delle coste sommerse lungo la fascia di riferimento delle aree che insistono nel parco regionale della Riviera d’Ulisse in particolar modo nelle aree più frastagliate, a causa proprio di questa attività di raccolta che per la lenta crescita del dattero interessa zone sempre nuove e non ancora sfruttate; Basti pensare che lungo la fascia Mediterranea facendo il raffronto fra i fondali ancora integri e quelli desertificati si stimano la distruzione delle comunità bentoniche procede alla velocità di 35 km all’anno.

Appositi studi hanno accertato inoltre che la drastica riduzione delle comunità bentoniche costiere determina preoccupanti ripercussioni sulla piccola pesca cui si deve aggiungere il fatto che la distruzione delle rocce influisce in maniera notevole sul valore paesaggistico e turistico della fascia costiera nonché gravi danni all’ambiente e di conseguenza all’erario.

E’ per questo che il Corpo della  Guardia di Finanza ha attivato tutto il comparto regionale Costiero a debellare tale attività criminosa che porta enormi guadagni alla criminalità organizzata. Nel merito il Reparto Operativo Navale di C/vecchia e la Stazione Navale di C/vecchia hanno attuato un piano di intervento su tutto il litorale Laziale per contrastare tale illecito fenomeno.

La sezione operativa navale di Formia nell’ambito di tali interventi, nella notte tra il 19 e il 20 con un proprio equipaggio ha colto in flagranza lungo la fascia di mare della rada di Gaeta 2 pescatori di datteri di mare che visto il quantitativo enorme di datteri estrapolati dalla roccia circa 30 Kg erano dotati di appositi sistemi di frantumazione e indossavano appositi caschi con illuminazione da minatori, sono stati denunciati per cattura di specie marine protette e di danneggiamento di fondali e scogliere. Tale intervento ha impegnato anche personale ambientale della Guardia di Finanza e ha richiesto l’ausilio di una unità navale del Corpo per seguire in acqua i movimenti dei due sub, due fratelli con precedenti a carico nello specifico settore che una volta portati a terra risultavano essere tali C.V. di anni 34 e tale V.V. di anni 30 di origini campane precisamente di Pompei. Sono stati posti sotto sequestro bombole, erogatori, oltre alla sofisticata attrezzatura di perforamento impiegata per la cattura di molluschi. Anche i datteri di mare sono stati analizzati e su precise disposizioni della A.G. inizialmente sequestrati per essere successivamente rigettati in mare nelle acque antistanti le scogliere della Riviera di Ulisse.
Nella stessa nottata, sempre su precise direttive del Comando ROAN e Stazione Navale di Civitavecchia è stata portata a termine un altro operazione di servizio con una unità veloce del Corpo inerente la pesca di frodo con imbarcazione del tipo a strascico in una località della Riviera di Ulisse il cui Comandante tale R.D. di Terracina di anni 55 era intento all’attività di pesca in difformità alla normativa vigente. Altresì è stato denunciato per depauperamento dei fondali marini in quanto tale attività di pesca veniva svolta in località in cui insistevano area archeologica sommersa e rinascimento di area di fondali per la formazione della poseidonia. Per il comandante dell’unità multa salata per un importo di euro 6000, sequestro degli attrezzi utilizzati del valore di circa 7000 euro e il pesce ritrovato nella rete, sequestrato e successivamente venduto nell’asta pubblica, il cui ricavo è stato depositato nelle casse dello Stato.
I pescatori di frodo dovranno rispondere oltre che di reato in concorso di danneggiamento di fondali e scogliere marine appartenenti al demanio marittimo e di cattura illegale e detenzione di specie marine protette.
La Guardia di Finanza Navale di Formia, per fermare il fenomeno della pesca di frodo ha deciso di punire con maggiore incisività gli autori di tali attività illecite, anche per evitare in futuro che altri possano arrecare danni al nostro mare, che per le sue bellezze è apprezzato in tutto il mondo.

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