FORMIA: ACCUSATO D’INGIURIA. MOLESTAVA UNA DONNA

«In meno di due anni ho dovuto cambiare casa, automobile e numero di telefono per non essere più molestata». Così ha dichiarato ieri presso il Tribunale di Gaeta una donna vittima delle violenze verbali, reato di ingiuria, da parte di un uomo di Formia. La signora che nel procedimento si è costituita parte civile nell’avvocato Luca Scipione, nel corso del suo racconto davanti al giudice Alessio Caperna, pm Vito Pasquariello, ha descritto le pesanti telefonate ricevute dall’imputato: «Mi raccontava in che modo mi avrebbe violentato. Sapeva le mie abitudini e quelle di mio marito e, infatti, mi telefonava solo nell’orario di pranzo quando mio marito era al lavoro. Non mi ha mai rivelato la sua identità e affermava di aver avuto il mio numero di telefono da un amico in comune. Non ho potuto far altro che denunciarlo e, d’accordo con i carabinieri di Formia, ho preso un appuntamento per incontrarlo. In un pomeriggio di  novembre del 2004, infatti, è avvenuto l’incontro tra me e l’imputato, in un luogo isolato di Formia. Lui era a bordo di una Jaguar verde. Appena mi vide mi fece cenno di avvicinarmi con l’auto ed io subito dopo chiamai i Carabinieri». Arrivati sul posto, venne portato in caserma. Da quel giorno la signora afferma di non aver ricevuto più minacce telefoniche. É intervenuto per testimoniare l’accaduto, anche il marito della donna: «Dal 2004 è cambiata la nostra vita, soprattutto quella sessuale. Mia moglie ancora oggi, nonostante siano passati diversi anni, è molto provata dalla vicenda ed ha il terrore di uscire da sola». Difeso dall’avvocato Massimo Signore, il formiano era presente anche lui in aula e, senza mostrare il minimo imbarazzo, ha ascoltato entrambe le testimonianze.  Infine, Il giudice Caperna ha rinviato il processo al prossimo gennaio.

Di Irene ANTETOMMASO

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