CORI: CASO DEA. LA PARTITA NON E’ ANCORA CHIUSA

Sulla vicenda Dea la partita non è ancora conclusa: dopo il decreto di scioglimento della Dea Srl da parte del Tribunale di Latina e la nomina del collegio dei liquidatori, ci sono ancora 30 giorni di attività per ragionare attentamente sul futuro di questa azienda che non ha assolutamente il destino segnato.
Apprendiamo con favore che i liquidatori si sono resi disponibili ad aprire un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati e che il sindacato, come suo solito, farà di tutto per tutelare il personale.
Ci auguriamo però che le istituzioni, a cominciare dall’Amministrazione comunale, non siano tagliate fuori ancora una volta da questa vicenda che per ragioni ancora tutte da chiarire rischia di rovinare 30 famiglie.
Siamo disponibili all’ascolto e ad avanzare delle proposte, mettendo a disposizione tutti i canali istituzionali di cui è possibile disporre.
Il quadro finanziario della Dea può essere ristabilito, a maggior ragione se si pensa che l’impresa opera in un mercato in continua espansione, come è quello del fotovoltaico, con una tecnologia all’avanguardia che consente di produrre in modo sostenibile, e senza gravami di costo grazie alla posizione geograficamente strategica attualmente occupata.
Ciò che serve è la volontà di tutti per salvare stabilimento e lavoratori, con senso di responsabilità nei confronti di questo nostro patrimonio economico – produttivo e delle persone che vi operano, le quali non possono essere private del loro posto di lavoro senza valide ragioni e con la girandola di tenui motivazioni che si sono accavallate a partire da questa estate.
Se non saremo convocati dalle parti in causa chiederemo noi un incontro con loro e a quel punto sarà anche chiaro a tutti chi è che sta mostrando scarso spirito di collaborazione: le conflittualità societarie non interessano a nessuno, 30 lavoratori rischiamo di essere licenziati e questo deve bastare a spronarci tutti per salvare il salvabile.

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