BADANTE ALLA SBARRA PER FATTI DEL 2008

«Se fosse stato così sveglio da palpeggiarla, magari non sarebbe morto di lì a poco», queste le parole dell’avvocato Giusy Porceddu che ieri mattina ha visto l’ennesimo rinvio di una triste vicenda che ha avvolto la morte di suo padre avvenuta nel 2008. Due anni fa infatti, il padre dell’avvocato Porceddu veniva ricoverato in fin di vita presso l’ospedale Dono Svizzero di Formia. Erano tali le condizioni, che la famiglia, ritenne di affiancare alle cure dei paramedici, quelle di una badante, Iwona Kuropawinska, che pensò bene di assentarsi nel corso della notte per dedicarsi alle sue faccende. Quando al mattino la figlia di Fernando Porceddu, stimato comandante della Guardia di Finanza di Gaeta, venne avvisata dai medici dello stato di abbandono del genitore, partirono le ricerche della donna fino allo stupore di ritrovarla proprio presso i carabinieri di Formia intenzionata a sporgere denuncia di molestie nei confronti dell’uomo gravemente malato. A quel punto però fu proprio l’avvocato Porceddu a denunciare la donna trentaduenne di nazionalità polacca per calunnia e simulazione di reato assistendone all’immediato arresto da parte dei carabinieri.  All’indomani dell’arresto, però, lo stupore di non assistere alla direttissima che vedeva imputata la sconsiderata badante. La Procura di Latina, nella persona della dottoressa Chiara Riva aveva ritenuto sufficente una denuncia a piede libero della donna che da quel momento si è resa irreperibile causando una serie di rinvii. Giusy Porceddu, assistita dall’avvocato Enzo Papa, si è costituita parte civile e resta in attesa dello svolgimento di un processo che renda giustizia alla reputazione di suo padre.

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