MONDRAGONE: SPACCIAVANO NELLA VILLA COMUNALE, IN MANETTE UN FORMIANO ED UN GAETANO

Ferdinando LONGOBARDI

Francesco FRIANI

Nel corso delle attività condotte dalla Polizia di Stato per contrastare le attività di spaccio di stupefacenti nel comprensorio di Mondragone, il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castel Volturno, coadiuvato dal personale della Squadra Mobile di Caserta e dai Reparti Prevenzione Crimine, nell’ambito di indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di un sodalizio criminale operante in Mondragone, dedito alle attività di spaccio di stupefacenti, ha dato esecuzione a 4 provvedimenti di Fermo nei confronti di altrettanti membri dell’organizzazione, in manette sono finiti Lucci Roberto, nato a Napoli nel 1988; Friani Francesco, nato a Formia il nel 1991.;  Gero Elis, nato in Albanianel 1988 ; ed infine Longobardi Ferdinando, nato a Gaeta nel 1990.

Questi sono accusati di avere costituito un’organizzazione criminale dedita al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, operante a Mondragone che, nel corso del tempo, ha trasformato la villa comunale del centro cittadino quale luogo di aggregazione giovanile, in una importante “piazza di spaccio” presso la quale gli assuntori provenienti anche dalle zone del basso Lazio, si rifornivano di cocaina, crack, hashish e marijuana.

L’attività d’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e corroborata da intercettazioni telefoniche, ha trovato inequivocabile riscontro proprio dagli arresti e nel sequestro di stupefacente e denaro, provento dell’attività di spaccio, operati dalla Polizia di Stato.

Le varie operazioni, succedutesi nel tempo, hanno consentito di accertare l’esistenza di una fiorente e redditizia attività di spaccio, cui erano dediti anche minorenni. Il gruppo aveva trasformato un tranquillo luogo di aggregazione di giovani e famiglie in un supermercato della droga, dove i tossicomani, nelle ore più disparate del giorno e della notte potevano rifornirsi della sostanza stupefacente, potendo contare sulla costante presenza di numerosi “pusher” che si alternavano in veri e propri “turni di servizio”.

Roberto LUCCI

Elis GERO

Le indagini hanno permesso anche di svelare il frasario ed il linguaggio criptico utilizzato dagli spacciatori che usavano termini convenzionali con il quale indicavano la sostanza stupefacente di volta in volta definita “pacchetti di sigarette”, “pizza”, “pittura per tinteggiare” .

Ricostruita anche il modus operandi del gruppo arrestato questa mattina: alcuni di essi provvedevano al confezionamento della sostanza stupefacente, in particolar modo la cocaina, racchiusa, solitamente, in carta cellophane di colore verde trasparente, mentre i venditori, anche attraverso contatti telefonici, si recavano presso l’abitazione dove venivano preparate le dosi che, prelevate, venivano destinate ai diversi pusher che provvedevano allo spaccio all’interno della “villa comunale”.

Proprio il 15 settembre scorso, il personale della Squadra Investigativa del Commissariato di P.S. di Castel Volturno, coadiuvato dal personale della Squadra Narcotici della Squadra Mobile di Caserta, aveva fatto irruzione in una abitazione di via Deledda a Mondragone, utilizzando una scala con la quale avevano raggiunto il balcone sito al primo piano, ed avevano sorpreso in flagranza di reato Pagliuca Donato detto Renato; Zazzera Antonio detto “Tonino o’ mellone”; Gero Ilir e Campaiola Patrizia, quest’ultima affittuaria dell’abitazione, nel mentre erano intenti a confezionare un ingente quantitativo di cocaina.
Nella circostanza venivano sequestrati ben 118.08 gr. di cocaina, bilancini, denaro, carta in cellophane e quanto necessario al confezionamento delle dosi.

Il 21 ottobre scorso, inoltre, la Squadra Investigativa del Commissariato di Castel Volturno individuava una seconda abitazione anch’essa adibita a centrale dello spaccio, dove, a seguito di servizi di osservazione e pedinamenti faceva irruzione, e all’interno di un appartamento di tale Clemente Pierina, sorprendevano, in flagranza di reato, oltre alla donna, Lucci Luigi, nato a Napoli nell’80 fratello di Roberto, tratto in arresto ieri mattina, che, vanamente, tentavano di disfarsi di ben 170 grammi di cocaina, confezionati in 306 involucri di carta cellophane anch’essa di colore verde trasparente.

Le indagini hanno permesso di appurare come i numerosi spacciatori che operavano nell’attività di spaccio all’interno della villa comunale, isola pedonale, i cui ingressi sono muniti di appositi ostacoli in ferro che impediscono l’accesso ai veicoli, si avvalevano di numerose “vedette” che segnalavano l’avvicinarsi ovvero l’ingresso all’interno della “piazza di spaccio” delle forze dell’ordine.

Nel provvedimento restrittivo eseguito ieri mattina, i magistrati della DDA di Napoli fanno riferimento anche ad un grave atto intimidatorio, riguardo al quale sono tutt’ora in corso le indagini finalizzate all’individuazione degli autori, di cui non si esclude che potesse avere quale obiettivo reale uno degli investigatori della Squadra Investigativa impegnato nell’indagine.

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