***videonotizia***CONSIGLIO STRAORDINARIO SULL’OSPEDALE E’ AGGIORNATO A LUNEDI’


Si è conclusa con un nulla di fatto la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Gaeta tenutasi ieri, che aveva come unico punto all’ordine del giorno le problematiche relative alla politica sanitaria inerente l’Ospedale Mons. Di Liegro e la Sanità nel Sud-Pontino. L’obiettivo era quello di stilare un documento unico di proposte di modifica al decreto 80/2010. Con tale decreto, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, infatti, in qualità di commissario ad acta per la sanità regionale del Lazio, ha previsto una serie di operazioni che hanno ad oggetto la “riorganizzazione della rete ospedaliera”. Dopo l’appello dei consiglieri, il presidente Pasqualino Magliuzzi ha sospeso subito la seduta per permettere ai capigruppo di riunirsi e di accordarsi sul documento da votare poi in consiglio. Al termine della conferenza dei capigruppo però i documenti erano tre, uno della maggioranza, uno proposto dai consiglieri Ranucci e Coscione e un terzo proposto dal resto dei consiglieri dell’opposizione. Il documento proposto da Ranucci e Coscione veniva letto e ritirato dai due che si accordavano per sottoscrivere quello presentato dagli altri membri dell’opposizione. I due documenti venivano letti e quanto emergeva era un ordine di scelte e proposte pressocchè identiche: una riorganizzazione dei tre punti ospedalieri Formia Gaeta Minturno che tenga conto dell’aumento di popolazione durante l’estate; il trasferimento del Distretto sanitario di Formia, Caposele per intenderci, al Di Liegro; il potenziamento del punto di prima intervento dell’ospedale di Gaeta; il ripristino degli stanziamenti pubblici regionali per la realizzazione del Policlinico del Golfo. Il punto sul quale proprio non si è raggiunto l’accordo però, è stata la forma che avrebbe dovuto assumere la modifica richiesta con il documento unitario, al “decreto Polverini”. Mentre il documento della maggioranza infatti chiedeva la “revoca immediata del decreto 80/2010”, quello proposto dai consiglieri di minoranza parlava di “modifiche atte a redigere un piano che tenga conto delle esigenze reali del territorio”. E’ stato il consigliere Giuseppe Matarazzo a spiegare il perchè dell’impossibilità di chiedere una revoca: «La revoca c’è nella misura in cui un provvedimento si è concluso e a oggi ancora non si sa se questo piano verrà recepito dal Governo. Stiamo facendo solo demagogia». Dal suo canto replica il consigliere di maggioranza Fabio Luciani: «Si può mediare su tutto meno che sulla salute dei cittadini. Questa manovra non piace a nessuno, non piace ai sindaci, ai medici, ai cittadini. Il Presidente della Provincia minaccia il ricorso al Tar, se non è una richiesta di revoca questa, cos’è?». Al termine della seduta, nel primo pomeriggio, il presidente Magliuzzi, quando i numeri in consiglio davano la maggioranza a dieci consiglieri e la minoranza a otto, ha rinviato la decisione sulla data in cui proseguire la seduta alla riunione dei capigruppo che si terrà lunedì prossimo.

di Giusy Polito

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