CORI: “PAPA LEONE XIII, UN PONTEFICE TRA DUE SECOLI”; OMAGGIO A PROSPERI BUZI

In occasione del bicentenario della nascita di Papa Leone XIII, l’Amministrazione comunale di Cori, in collaborazione con le locali Comunità parrocchiali di Santa Maria della Pietà e SS. Pietro e Paolo ha organizzato un convegno su Vincenzo Gioacchino Pecci, autore della “Rerum Novarum” (1891), dal titolo “Papa Leone XIII, un pontefice tra due secoli”.
Il tavolo è previsto per venerdì 29 ottobre 2010, alle ore 18.00, presso la Chiesa di Sant’Oliva a Cori: oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione e delle comunità parrocchiali, parteciperanno anche gli storici Felice Accrocca e Clemente Ciammaruconi.
Perché un simile evento a Cori? Cosa legava  l’insigne personaggio a questa cittadina lepina? Benché non vi fosse nato, Vincenzo Gioacchino Pecci (2 marzo 1810 – 20 luglio 1903), futuro Papa Leone XIII (dal 1878 fino alla morte), era comunque di sangue materno corese.
Alla vigilia della commemorazione di uno dei più importanti Papi della storia, l’Amministrazione comunale vuole ricordare la figura di Donna Anna Prosperi Buzi, spesso dimenticata dagli storiografi, quando invece ha recitato un ruolo di genitrice determinante con il quale ha marcato di virtù i suoi figli, in particolare Gioacchino.
Nata a Cori dall’antica famiglia benestante Prosperi, il 25 dicembre 1772, aveva tra i suoi avi il celebre tribuno Cola di Rienzo; andò in sposa a Ludovico Pecci e generò nel 1810 Gioacchino.
A lei si vuole restituire il giusto riconoscimento morale e civile, di una persona che, riuscendo a giganteggiare, con le sua azioni quotidiane, tra mediocri parenti, può certo essere da esempio per le madri e le donne di oggi e di domani.
Una grande madre, interamente dedita all’educazione dei figli per i quali aveva scelto le migliori e più impegnative scuole; carica di umanità e profondo attaccamento all’insegnamento religioso.
Una donna forte e risoluta, sposa esemplare, capace di assumersi sulle sue spalle l’intera gestione della famiglia e l’amministrazione della casa.
Una donna colta, che aveva capito l’importanza dell’istruzione per la formazione dell’uomo e la preparazione alla vita, in un periodo in cui  le donne non dovevano avere a che fare con la cultura.
Una donna lavoratrice e di estrema umiltà, che non si risparmiava davanti alle fatiche e al lavoro, prestata ad ogni faccenda pur di essere d’aiuto alla famiglia e alla società, anticipando la figura dell’operaia.
Grande risparmiatrice, ma di infinita generosità, svolse opera benefica per la popolazione; aiutò i pastori ai quali era stato tolto il piccolo gregge dalle razzie francesi o dalle appropriazioni dei briganti e lei stessa, con coraggio, si trovò a fronteggiare i componenti della banda Diciannove dovendo riparare a Roma.
Da una così grande donna e madre non si poteva che avere un figlio illustre, destinato a lasciare un segno nella storia, un Papa dotto, conciliante, ma fermo.

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