FORMIA: PRENDE POSTO IL CAPITANO SACCONE

sacconeArriva a Formia dopo tre anni trascorsi a Gela in Sicilia. Dalla sua una consolidata esperienza in reati attinenti la criminalità organizzata: mafia e stidda. Pasquale Saccone, 32enne casertano, sposato con una figlia, da qualche giorno è il nuovo capitano della Compagnia Carabinieri di Formia in sostituzione di Michele Mancini passato ad altro incarico. Nel suo curriculum il comando del Nucleo operativo radiomibile di Avellino per un anno e mezzo, sei mesi al comando della Compagnia di Sorrento, tre anni al comando della Compagnia di Poggibonsi e, infine, i tre anni in Sicilia. Laureato, inoltre, in giurisprudenza, scienze politiche e specializzato in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna, il prossimo Maggiore Saccone ha l’aria del duro che ben nasconde dietro i modi signorili propri dell’Arma. La tenacia, però, gli si legge negli occhi comprovata, se non bastassero le impressioni, dal sollene encomio consegnatoli a Palermo nel dicembre 2009 dal Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Vincenzo Coppola: “ha svolto complessa indagine nei confronti di sodalizi mafiosi, che consentiva, previa emissione di ordinanza di custodia

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a sin. Cap. P.Saccone, a dx. Ten. G. Melis

cautelare, l’arresto di 21 soggetti a vario titolo responsabili di estorsioni in danno di imprenditori e commercianti di Gela”. A Formia si presenta con riservatezza, “Darò continuità al lavoro del mio predecessore”, eppure è inevitabile tornare a quell’esperienza siciliana che profondamente lo ha formato. Le indagini condotte negli ultimi anni nel Golfo, e in particolare a Fondi, hanno rivelato un evidente disegno da parte della criminalità siciliana, Rinzivillo di Gela e Sfrega di Marsala, ad allargare i propri traffici illeciti nel sud pontino, in perfetto accordo con il clan dei casalesi (nel maggio scorso furono effettuati 67 arresti in un’operazione coordinata dalla Dda di Napoli su un sodalizio siciliano campano che intendeva mettere le mani sul mercato di Fondi). Il capitano Saccone in proposito non si nasconde e pronuncia un “Verificheremo” che dice molto di più di quanto forse vorrebbe rivelare.

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