IL PREMIER LIBICO GHEDDAFI INCONTRA IL SINDACO DI GAETA ANTONIO RAIMONDI

gheddafiIl Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi è stato invitato dall’ambasciatore libico in Italia, insieme ai sindaci di Ustica, Tremiti e Favignana, all’inaugurazione della mostra presso il centro culturale libico a Tripoli organizzata per ricordare i deportati libici nelle prigioni italiane nel 1910-11 quando l’Italia colonizzò la Libia.

Questa iniziativa rientra nel quadro delle attività culturali che danno seguito all’accordo di pace, amicizia e cooperazione sottoscritto dal Presidente Berlusconi e da Gheddafi. Anche Gaeta ebbe nel suo carcere diverse centinaia di deportati libici e furono quasi 200 quelli che vi morirono e furono sepolti nel cimitero borbonico. La mostra, ricca di documentazione fotografica e con il contributo dell’archivio storico locale e nazionale, è stata allestita dal comune di Ustica.

È stata una manifestazione davvero importante, ripresa come notizia principale dal primo canale della televisione libica. La trasmissione è stata seguita da Gheddafi che, colpito favorevolmente dalla mostra e dalle parole dei sindaci, ha subito chiamato l’ambasciatore Sua Eccellenza Hafed Gaddur per incontrare la delegazione italiana mettendo a disposizione un aereo presidenziale che da Tripoli è arrivato fino alla città di Sabha la città più importante della zona interna della Libia, distante circa 700 chilometri dalla capitale. Gheddafi ha ricevuto la delegazione vicino la fortezza della città in una delle sua proverbiali tende vestito con l’abito tradizionale dei tuareg, una delle popolazioni libiche

“Sono molto soddisfatto di aver accettato l’invito dell’ambasciatore libico perché si tratta di un ulteriore attestato di stima internazionale verso Gaeta e la sua attività di cooperazione. L’incontro mattutino presso il centro culturale libico è stato ricco di significato. Nel mio intervento ho voluto mettere in evidenza che la colonizzazione, sotto qualsiasi forma, è sempre un elemento negativo e che oggi, grazie al ricordo delle deportazioni forzate, siamo in grado di costruire nuove relazioni sociali, politiche, economiche e culturali ricordando che l’Italia è la porta d’entrata dell’Europa e la Libia la porta d’entrata per il continente africano. Ci aspetta un futuro di pace e di prosperità – afferma il Sindaco Raimondi – Non nego, poi, la sorpresa e la soddisfazione personale di aver potuto incontrare, dopo un’ora di volo, attraversando parte del deserto libico, il colonnello Muammar Gheddafi”.

“È stato un incontro suggestivo in cui il leader della rivoluzione libica, alla presenza dell’ambasciatore e dei Sindaci, ha voluto rivolgerci il suo ringraziamento e il suo caloroso benvenuto. Io e i miei colleghi abbiamo avuto la possibilità di intervenire e di esternare il nostro pensiero fatto di amicizia e di reciproca accoglienza. Ho portato a Gheddafi il saluto della città di Gaeta ricordandogli la nostra ricca e nobile storia e ho anche espresso il ringraziamento per aver contribuito in maniera decisiva al superamento dell’inimicizia tra Italia e Libia. Gli ho chiesto, inoltre, in qualità di leader non solo del grande popolo libico ma come leader riconosciuto a livello mondiale, di adoperarsi sempre e in ogni contesto per la pace internazionale – prosegue Raimondi – Ho ribadito il concetto che con la pace tutto è possibile mentre con la guerra tutto è perduto. Il colonnello Gheddafi nella sua replica ha ripreso le mie parole con la speranza che il Mediterraneo, intanto, diventi un mare di pace tra tutti i popoli e le nazioni che vi si affacciano”.

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