INTERVENTO DI CUSANI DESTA INTERESSE ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI NIZZA

cusaniHa destato interesse l’intervento che il presidente della provincia di Latina Armando Cusani ha sostenuto nella Conferenza internazionale che si è svolta a Nizza sul tema “Prevenzione, organizzazione e gestione territoriale dei rischi ambientali”.
Quella del presidente Cusani è stata una relazione che entrando nel merito delle “Dinamiche tra gli attori locali per lo sviluppo integrato sostenibile del territorio” ha avuto il pubblico plauso di Margareta Wahlstrom, segreteria generale delle Nazioni Unite.
Il rapporto del presidente della provincia di Latina svolto davanti al presidente della sessione Jacques Barrot, ex vice presidente della Commissione Europea, a differenza degli altri pur qualificanti contributi ha ripercorso nel concreto la proposta operativa del Master Plan territoriale dell’area del Golfo di Gaeta.
“I Comuni del Golfo di Gaeta e delle Isole Pontine, coordinati dalla Provincia di Latina, – esordiva Cusani – hanno costituito un’aggregazione territoriale finalizzata all’elaborazione integrata di un Master Plan territoriale  teso all’individuazione di un piano sovracomunale di interventi volto a gestire, in ottica di network, le problematiche organizzative e gestionali dei rischi ambientali del territorio.
La zona presa in esame in cui i sistemi insediativi sono stati fortemente condizionati dalla morfologia dei luoghi e caratterizzato, per conformazione territoriale, da innumerevoli criticità ambientali.
Va anche evidenziato che l’area del golfo unitamente ai bacini drenanti ad essa afferente è stata designata dalla Giunta regionale del Lazio, con deliberazione n. 116 del 19 febbraio 2010, area sensibile ai sensi 91/271/CEE del 21 maggio 1991 e del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.
Le principali situazioni di rischio ambientale che il Masterplan si propone di affrontare in termini di monitoraggio, prevenzione ed intervento sono: il dissesto idrogeologico che investe gran parte del territorio analizzato (Ponza, Ventotene, Parco degli Aurunci); rischio di esondazione dei corsi d’acqua (Fiume Garigliano); processi di erosione delle coste (Ponza, Ventotene, Minturno, Formia, Gaeta); inquinamento ed eutrofizzazione delle acque marine del Golfo (evidenziati dalla richiamata deliberazione regionale che individua l’area del Golfo quale area sensibile); rischio di inquinamento atmosferico e industriale; rischi di incidenti rilevanti (l’area in questione è collocata tra le centrali del Garigliano e Borgo Sabotino); rischio nella gestione rifiuti urbani ed industriali; abusivismo e deforestazione del territorio; inquinamento chimico per le aree agricole; presenza di rilevanti risorse naturalistiche che necessitano di adeguati piani di salvaguardia e prevenzione ambientale; bonifica degli edifici con presenza di amianto; inadeguatezza delle infrastrutture di trasporto e in particolare della viabilità principale che, localizzata nella prima fascia costiera, attraversa con il traffico di lunga percorrenza i centri abitati.
Si tratta dunque di tenere sotto controllo le diverse criticità evidenziate attraverso il monitoraggio dei parametri naturali più significativi (aria, acque superficiali, mare) e di organizzare una riprogrammazione degli insediamenti produttivi con delocalizzazioni, incentivazioni e disincentivazioni.
Prescindendo dalle specifiche opzioni proposte nel Masterplan, i cui contenuti sono oggi in un’avanzata fase di verifica e confronto tra i diversi enti interessati, è la logica che è stata posta alla base di questa iniziativa.
Sono convinto che per salvaguardare il patrimonio ambientale occorra essere all’altezza del ruolo, rilanciare, piuttosto che rinunciare allo spazio che la riforma costituzionale ha riconosciuto soprattutto alle Province italiane quali enti di area vasta e scegliere riconoscendo ai nostri territori ed ai nostri cittadini l’opportunità di dare sostanza all’autonomia e alla governance.
Lo sviluppo sostenibile è stato definito come “lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente, senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri”.
L’importanza della dimensione territoriale nell’attuazione di politiche di sviluppo sostenibile è, infatti, largamente riconosciuta: per poter essere efficacemente “applicato” deve essere ridefinito in rapporto a un determinato contesto geografico, che diviene il focus di politiche locali in grado di mobilitare le risorse, le energie e gli attori che possono contribuire ad attuarlo con le proprie scelte e i propri comportamenti.
In particolare, la dimensione locale e territoriale assume rilevanza cruciale nell’analisi degli scenari della sostenibilità per le cosiddette “aree omogenee”.
In tale contesto risulta fondamentale, ai fini della sostenibilità, attuare delle strategie di prevenzione dei rischi ambientali connessi alle aggregazioni territoriali individuate nella consapevolezza che la non conoscenza delle problematiche del territorio, con mappatura dei relativi rischi, è causa di gravi diseconomie per gli enti territoriali e per cittadini, nonché causa di perdita di vite umane.
L’evento ambientale, (smottamenti, frane, alluvioni, terremoti, inquinamenti, incidenti rilevanti ad impianti industriali, centrali elettriche), in assenza di adeguati strumenti di prevenzione e di specifica conoscenza del territorio, provoca danni e costi sociali spesso non prevedibili e quantificabili anche alla luce, a nostro avviso, che nessun risarcimento può ripagare la perdita di una vita umana o la distruzione di habitat naturali.
Pertanto, risulta strategico e fondamentale per gli Enti Locali Territoriali dotarsi di validi strumenti di prevenzione dei rischi ambientali, nonché di piani di sviluppo territoriali integrati in grado di creare e potenziare le infrastrutture e gli strumenti di prevenzione e tutela dei territori, un esempio è il Piano operativo di Protezione Civile approvato dalla Giunta Provinciale di Latina.
Come non concordare che, nel contesto competitivo dei nostri giorni, il territorio e la sua dimensione assumono rilevanza crescente nella dinamica evolutiva della gestione dei rischi ambientali per il perseguimento dello sviluppo integrato sostenibile del territorio?
Come non osservare – terminava Cusani – quanto la globalizzazione dei mercati e delle economie stimoli i protagonisti del territorio ad unirsi, cercando di rafforzare lo spirito di coesione e l’identità comune e tutelando la propria posizione nell’agone competitivo odierno?
Pertanto, le aree territoriali, in questo scenario, diventano il luogo ove sorgono e crescono fertili movimenti di coesione centripeta di interessi promossi dagli attori del territorio, che dunque divengono protagonisti non solo della tutela dei propri interessi, ma contribuiscono allo sviluppo di sistemi di gestione dei rischi ambientali integrati finalizzati allo sviluppo sostenibile del territorio”.

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