CASA DELLE REGIONI DEL MEDITERRANEO, GAETA CENTRO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

gaetaÈ stata inaugurata ieri la sede di Gaeta della Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo. La sede si trova in Piazza Traniello all’interno dell’ex Palazzo Comunale. All’inaugurazione erano presenti l’assessore alle Politiche sociali e delle sicurezze Luigina Di Liegro, il Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi, il direttore del Dipartimento Territorio della Regione Lazio Raniero De Filippis e il consiglio direttivo della Fondazione.

“Questa Amministrazione ha dedicato un punto specifico del suo programma di mandato all’importanza di Gaeta all’interno dell’area Mediterranea con lo scopo di diventare un centro di cooperazione internazionale. Questo obiettivo, grazie alla Regione Lazio, si realizza. Inoltre, con questa iniziativa Gaeta avrà una grande visibilità internazionale con ripercussioni positive sul turismo e sull’economia ad esso collegato – spiega il Sindaco Raimondi – L’area mediterranea, in questi ultimi anni, sta diventando un’opportunità per tutti i popoli di costruire qualcosa di concreto in direzione di una migliore conoscenza e convivenza. Il Mediterraneo è uno spazio che dovrebbe unire le diverse culture ed andare al di là delle rispettive differenze che, comunque, restano una ricchezza per tutti. La Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo, infatti, vuole proporre il Lazio quale regione determinante in quest’area e la città di Gaeta, per la sua posizione geografica e per la sua storia di scambi millenari con tutti i popoli, è sicuramente la sede più adatta per ospitare questa fondazione”.

“Questa sede rappresenta anche l’occasione per recuperare un edificio storico di Gaeta: il terzo piano sarà sistemato con fondi della Regione Lazio che continua ad investire sulla nostra città per i suoi importanti progetti – aggiunge Raimondi – Tutti insieme, Comune di Gaeta, Camera di Commercio di Latina (che si trova al quarto piano) e Fondazione chiederemo i finanziamenti necessari per il restauro completo del palazzo sia per il suo valore storico che per la funzione attuale”.

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