RECUPERATI A ROMA FOSSILI DI NOVANTANOVE MILIONI DI ANNI FA’, PROVENIENTI DAL LIBANO

Quest’oggi, il Ten. Col. Raffaele MANCINO, Comandante del Reparto Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha restituito all’Ambasciatore del Libano a Roma, Melhem MISTOU, alcuni fossili di natura paleontologica, di provenienza libanese.  A seguito di segnalazione della Direzione Generale dei Beni Archeologici, la Sezione Archeologia ha constatato che un cittadino italiano aveva richiesto al competente Ufficio Esportazione la certificazione di avvenuta importazione da Biblos (Libano) a Roma, di un fossile di razza. Quest’ultimo ente, pur avendo rilasciato quanto richiesto, dubitando sulla regolarità della esportazione da quel paese, ha allertato il Ministero Affari Esteri ed il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
I successivi riscontri hanno permesso di accertare che il soggetto, un imprenditore sessantaquattrenne, poteva detenere varia merce estera, in particolare pietre fossili, ritenute importanti ed oggetto di tutela dalla normativa libanese, di cui non era dimostrabile la legittima provenienza, risultando invece violate le normative esistenti in Libano che dettano precise disposizioni concernenti la detenzione e l’esportazione di reperti archeologici.
Acquisita la normativa straniera e ipotizzato il reato di contrabbando aggravato, con provvedimento delegato dall’Autorità Giudiziaria di Roma, personale di questo Reparto ha proceduto alla perquisizione, rinvenendo e sequestrando, presso l’abitazione dell’imprenditore, nel quartiere Monte Mario di Roma, diversi reperti fossili costituenti un esemplare completo di raiforme (razza). Nel corso dell’attività, sono stati sequestrati, d’iniziativa, anche altri due esemplari di pesci ossei, tutti fossili dell’Era Mesozoica, databili al periodo Cretacico (epoca susseguente al Giurassico), risalenti a 99/93 milioni di anni fa, nonché alcune decine di reperti archeologici romani ed etruschi.
Gli accertamenti tecnico-scientifici, compiuti sui beni paleontologici con l’ausilio del prof. Umberto Nicosia, dell’Università “La Sapienza” di Roma, Dipartimento di Scienza della Terra, hanno permesso di confermarne l’autenticità, evidenziarne l’alto livello qualitativo ed attribuirne la provenienza certa dal territorio libanese. Il cittadino italiano è stato deferito all’Autorità Giudiziaria. Quest’ultima ha disposto la restituzione dei fossili alle autorità diplomatiche del Libano anche in considerazione della rinuncia alla proprietà espressa dall’indagato.

Capitano Massimiliano Quagliarella, Sezione Archeologia del Reparto Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

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