***videonotizia***OPERAZIONE GOLFO AZZURRO

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Quattordici le imprese denunciate alla Procura della Repubblica di Latina a seguito della prima parte dell’indagine che ha visto, per 4 mesi, impegnate sinergicamente la Polizia Provinciale di Latina, la Capitaneria di Porto di Gaeta e i finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Formia.

Passate al setaccio tutte le attività dedite alla cantieristica nautica insistenti sul water front cittadino del Comune di Gaeta, con l’ausilio dei mezzi aerei del Servizio Aereo della Guardia di Finanza di Pratica di Mare.

Le operazioni coordinate dai Comandanti Novelli, Foghini e Siniscalco, hanno avuto come obiettivo la verifica della gestione del demanio pubblico, la regolarità dei pagamenti dei canoni concessori, la gestione dei rifiuti prodotti dalle attività, la destinazione delle acque industriali di processo e non, le emissioni in atmosfera generate dalla produzione e lavorazione industriale.

Gli operanti si dichiarano soddisfatti degli accertamenti esperiti, anche in ragione del fatto che le contestazioni mosse nei confronti degli esercenti, saranno comunicate agli enti amministrativi preposti, quali Regione, Provincia e Comune, tali da fornire un quadro completo ed aggiornato sulla gestione del pubblico demanio e sullo stato di efficienza delle strutture ospitanti le attività nautiche immediatamente a ridosso delle acque marine costiere. Proprio in ragione di quanto disposto dal Codice Ambientale, la Provincia di Latina ha provveduto negli ultimi anni a garantire un servizio di pulizia delle acque marine-costiere del Golfo, trovando come risorsa economica anche gli introiti avuti con le sanzioni elevate dalle diverse Forze di Polizia, per l’inosservanza alle disposizioni in materia ambientale.

Il quadro conclusivo dell’attività si è rilevato di tutto rispetto, circa 19.000 i mq occupati abusivamente dalle attività nautiche, 540.000,00 Euro, l’importo delle sanzioni amministrative elevate per le violazioni relative allo smaltimento abusivo delle acque reflue, 475.900,00 Euro, l’importo delle sanzioni amministrative elevate per le violazioni relative alla gestione e trattamento dei rifiuti prodotti dalle attività industriali.

Sarà ora rimessa all’Autorità Giudiziaria la valutazione degli eventuali provvedimenti da adottare nei confronti degli amministratori delle società ispezionate, anche in relazione alla tipologia di reato contestato. Figurano violazioni in materia ambientale di tutto rilievo, dall’ abbandono dei rifiuti pericolosi sul suolo e nel sottosuolo, al deposito incontrollato di rifiuti, passando all’immissione di rifiuti liquidi in acque marine, all’occupazione abusiva del pubblico demanio, così come figurano reati connessi alle emissioni in atmosfera prive di alcun sistema di abbattimento delle sostanze inquinanti. Proprio gli approfonditi accertamenti esperiti dalle forze di Polizia, che in alcune occasioni sono dovuti ricorrere ad acquisire la documentazione amministrativa presso gli Enti preposti, facevano emergere che, le violazioni rilevate, trovavano origine da ben 20 anni. Spicca tra i tanti controlli effettuati, l’ingegnoso sistema di una società che, oltre ai servizi di routine offerti nel campo navale, si era improvvisata quale società di intermediazione e gestione dei rifiuti prodotti dalle navi, il tutto in totale assenza delle prescritte autorizzazione ed in barba alle più banali norme a tutela dell’ambiente. Inoltre, le ispezioni evidenziavano che numerose strutture insistenti sul water front hanno coperture realizzate in amianto. Apposite segnalazioni sono state inoltrate al Comune di Gaeta e All’Autorità Portuale onde predisporre un piano che autorizzi gli operatori nautici e non, ad effettuare le operazioni di sostituzione del materiale di copertura altamente inquinante.

Ad ogni modo gli imprenditori hanno fornito la giusta collaborazione alle Forze di Polizia operanti. Gli stessi, nelle varie occasioni, hanno mostrato di volersi adeguare alle normative vigenti, coscienti del fatto che le lavorazioni industriali operate sui piazzali determinano una fonte inquinante predominante nel Golfo. Assicurano che sono al lavoro per provvedere a contenere le matrici dannose per l’ambiente marino, e per l’intera collettività.

I comandanti Novelli, Foghini e Siniscalco assicurano che le operazioni di controllo in sinergia continueranno sull’intero territorio di competenza, onde assicurare alla collettività il rispetto della normativa ambientale, demaniale e dare le giuste garanzie relativamente agli introiti, nelle casse dello Stato,  dei canoni dovuti per le occupazioni di tali aree.

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