Scoperti dalla Guardia di Finanza 23 milioni di euro evasi al fisco

gdf Terracina: Maxi evasione fiscale di 23 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza di Terracina nel settore degli illeciti economico-finanziari.
Sulla base degli indirizzi programmatici disposti dal Comando Provinciale di Latina, e’ stata avviata un’intensa e capillare attivita’ info-investigativa per la ricerca di fenomeni di evasione, economia sommersa e frode fiscale.
In tale ambito, i finanzieri della locale Tenenza hanno eseguito una complessa ed articolata verifica fiscale nei confronti di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di ricambi per autovetture che si è conclusa, nei giorni scorsi, con l’emersione di base imponibile sottratta all’Erario, sia ai fini delle Imposte sui Redditi che dell’Irap, per 23 milioni di euro, con violazioni all’Iva per circa 10 milioni di euro e con il deferimento di due responsabili all’autorità giudiziaria competente.
Nel corso dell’attività ispettiva è stata valutata dagli operanti, in conseguenza dell’omessa esibizione della documentazione contabile e fiscale da parte dell’amministratore “di fatto” della società, l’opportunità di avviare, per gli approfondimenti investigativi, le indagini finanziarie, in modo da poter consentire l’esatta ricostruzione del volume d’affari del soggetto economico verificato.
Conseguentemente, l’ispezione tributaria, che ha interessato gli anni d’imposta dal 2004 al 2008, è stata approfondita attraverso l’esame della copiosa documentazione bancaria acquisita.
Dall’analisi delle movimentazioni dei conti correnti intestati alla società ed ai soci, sono emerse numerose transazioni relative a cospicue somme sottratte all’imposizione.
Il controllo fiscale ha permesso, altresì, l’individuazione del ruolo svolto da tale società (c.d. cartiera o “missing trader”) nell’ambito del sistema riconducibile alle c.d. “frodi carosello”,  costituita al principale scopo di produrre documentazione falsa (fatture per operazioni inesistenti), strumentale alla creazione di un debito d’imposta (senza poi adempiere all’obbligo di versamento del tributo all’Erario) ed imprescindibile per generare indebite detrazioni d’Iva in capo agli acquirenti in modo da conseguire illeciti vantaggi economici.
Tale meccanismo di frode, che presenta anche altre peculiarità quali l’inesistenza di una sede legale, una vera e propria struttura aziendale, personale alle dipendenze, è ritenuto maggiormente dannoso non solo per gli effetti sul gettito fiscale (mancato introito di imposte nelle casse dell’Erario) ma anche per l’impatto negativo sull’economia legale in quanto si tratta di condotte gravi che alterano fortemente la concorrenza di mercato, per l’immissione in consumo di beni a prezzi più competitivi.
Durante l’attività ispettiva, inoltre, e’ stata constatata anche l’emissione, da parte della società verificata, di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di un operatore economico campano per circa 5 milioni di euro al fine di consentire, ad entrambi i soggetti, l’evasione delle imposte dovute.
A riguardo, il legale rappresentante ed il responsabile “di fatto” della società ispezionata sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Latina per presentazione infedele delle dichiarazioni fiscali, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento e distruzione di documenti contabili, nonché segnalati alla competente Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione, con applicazione delle relative sanzioni, degli ingenti ricavi non dichiarati.

Fonte: comunicato GdF di Latina

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